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Sunday 26 May 2024
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Capri-Napoli trofeo Farmacosmo: Burdisso dalla piscina al mare con direzione Parigi

Dalla fine dei Mondiali di Fukuoka non ha smesso di allenarsi. Obiettivo il 9 settembre, quando affronterà 36 km di nuoto in mare aperto in occasione della Capri-Napoli trofeo Farmacosmo. “Sarà l’esperienza sportiva più difficile della mia vita” ammette Federico Burdisso, che nonostante la giovanissima età (compirà 22 anni il prossimo 20 settembre) ha al suo attivo due bronzi olimpici a Tokyo nei 200 farfalla e nella staffetta 4X100 mista, l’oro ai Mondiali 2022 sempre in staffetta, quattro medaglie (un oro, un argento e due bronzi) agli Europei. Ma mai ha affrontato una gara in mare aperto. “Dopo aver concluso a gennaio il ciclo di studi universitari negli Stati Uniti – afferma – ed essermi dedicato nuovamente corpo e anima al nuoto, in particolare con l’obiettivo di arrivare al meglio a Parigi 2024, ho maturato l’idea di affrontare ogni anno una prova ‘mentalmente distruttiva’. Come prima esperienza, avevo maturato il proposito di partecipare ad una 25 km. Poi un giorno, parlando con una compagna di Nazionale, il discorso è scivolato sulla Capri-Napoli, la più affascinante tra le traversate in mare aperto del mondo. Grazie a Fabrizio Antonelli, abbiamo contattato l’organizzatore Luciano Cotena, ricevendo la sua piena disponibilità”.

Dalla chiusura della rassegna iridata in Giappone, Burdisso sta affrontando una rigida tabella di preparazione, che impone due sedute di allenamento quotidiane (la domenica solo una seduta) da 6-10 km: “Devo acquisire la condizione aerobica necessaria – precisa il nuotatore di Pavia – Per me più quello fisico-natatorio, ciò che veramente conta per completare la traversata è l’aspetto mentale. In questo tipo di gara la ‘testa’ è tutto. Ho parlato anche con Mario Sanzullo, lo scorso anno già protagonista alla Capri-Napoli poi ‘accorciata’ a causa delle cattive condizioni del mare. Mi ha dato dei consigli che ritengo possano essere molto utili”.

A complicare l’impresa di Burdisso, due aspetti che lui definisce “problemini”: “Il primo – dice ridendo – è che, come la stragrande maggioranza degli atleti abituati alla piscina, ho paura di nuotare in mare aperto, essenzialmente perché non sono abituato a non vedere il fondo. A questo si aggiunga la mia avversione alle meduse, tanto che non ho voluto sapere le condizioni del mare tra Capri e Napoli sotto quest’aspetto. Sono due ‘avversari’ che proverò a battere il 9 settembre quando mi tufferò dall’isola pronto a nuotare 36 km prima di vedere la terra ferma”.