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Wednesday 23 October 2019
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Associazioni in campo per lo stadio Collana

Si è tenuta nella sede del Coni campano la conferenza “Trasparenza e prospettive: quale futuro per lo stadio Collana”. Nel corso della cerimonia sono intervenuti il presidente del Coni Campania Sergio Roncelli, l’avvocato delle associazioni Corrado Diaco, il presidente delle associazioni Sandro Cuomo, l’assessore allo sport Ciro Borriello, il vicepresidente della quinta municipalità Antonio Iozzi, il presidente della Cesport Giuseppe Esposito, il presidente della Fidal Napoli Corrado Grasso, il presidente della Fin Campania Paolo Trapanese, il presidente della Federazione Judo Napoli Claudio Nasti.

Queste le parole di Sergio Roncelli: “Il Coni è sempre a disposizione per cercare un accordo tra le parti che tenga conto degli interessi di tutti i soggetti coinvolti; mi auguro che il Collana riapra quanto prima per consentire alle società di continuare il proprio operato nel territorio”.

Sulla vicenda non poteva non intervenire il presidente della associazioni Sandro Cuomo: “La società vincitrice del bando di gara ha disatteso il bando, la convenzione del 23 luglio 2018 firmata tra le parti Regione e Giano, nonché l’atto aggiuntivo alla convenzione che, di fatto, stravolge interamente il bando di gara, sollevando interamente la Giano da tutti gli oneri amministrativi oltre a numerosi benefit concessi, che le consentono di disporre del Collana senza alcuna spesa e con introiti garantiti. I sette milioni di Euro annunciati con il credito sportivo non sono stati mai neppure richiesti all’istituto di credito, probabilmente perché alle nuove condizioni concesse dalla Regione Campania non serviranno in quanto la Giano non avrebbe alcun onere da fronteggiare! La riapertura parziale di alcune aree annunciata trionfalmente dalla Regione Campania getta fumo sulla vicenda per nascondere le reali problematiche: il bando è legge, ed è stato violato, provocando interesse della magistratura, della Corte dei Conti, del Tar e dell’Anac”.

Chiare le dichiarazioni dell’assessore Borriello “Ad oggi non mi spiego come tutto questo sia potuto accadere, il Collana rappresenta l’impianto sportivo più importante di tutta la regione, quando fu inserito tra le strutture idonee per le attività delle Universiadi ci fu una grande speranza per la risoluzione delle problematiche, dopodiché sono susseguite una serie di vicende avvolte dal mistero più totale. La Giano sta beneficiando di una serie di agevolazioni che lanciano non pochi sospetti sulla questione, attirando l’attenzione di diversi organi di giustizia. Per molto tempo le associazioni hanno portato avanti il Collana tra mille difficoltà rappresentando un punto fermo della nostra città, in poco tempo si è scesi nel baratro più totale, un punto di non ritorno. Ci dichiariamo assolutamente al fianco delle associazioni e per avere chiarezza sulle modalità ed i tempi di apertura, fino ad arrivare ad un punto di rottura sulla regione, la questione non è più rinviabile. Sono disposto a qualunque tipo di manifestazione al fianco del Comitato delle Associazioni e pronto anche ad occupare lo Stadio, se occorresse”.

Dello stesso avviso il vicepresidente della quinta municipalità Antonio Iozzi, “Riagganciandomi alle parole dell’assessore Borriello ritengo che quanto sia accadendo a Santa Lucia sia una mistificazione dei fatti clamorosa; la chiusura del Collana ha creato un disagio inspiegabile ma soprattutto insostenibile. Riscontro una totale assenza di dibattito di tutte le forza politiche sulla vicenda, la stessa politica che ha creato questo disastro e dovrebbe uscire allo scoperto prendendosi le proprie responsabilità, avendo indetto un bando cinque anni fa che ad oggi ha creato solo problemi al territorio. L’affidamento del Collana al Comune era garanzia di utilizzo dell’impianto, con l’aiuto encomiabile delle associazioni, auspico che la struttura venga nuovamente riconsegnata al pubblico quanto prima”.

A prendere la parola poi è stato il presidente della Cesport Giuseppe Esposito: “L’atto aggiuntivo dell’11 gennaio è inaccettabile, a che scopo la regione avrebbe deciso di affidare direttamente il Collana alla Giano? Il nostro lavoro, con tanti sacrifici, dura da più di trenta anni, nonostante ciò non siamo stati interpellati minimamente da Giano, eppure noi società continuiamo ad investire senza possibilità di disporre di spazi propri per gli allenamenti. Alla luce di tutti gli esposti fatti, non c’è una minima spiegazione sull’apertura del Collana secondo trasparenza e legalità, è proprio questo il nostro interesse primario, l’apertura dell’impianto secondo legge per salvaguardare le cinquemila persone che quotidianamente usufruivano di esso”.

Successivamente è intervenuto il presidente della Fin Campania Paolo Trapanese: “C’è un’istanza di sport fortissima e noi sportivi abbiamo i crampi allo stomaco per le questioni che logorano l’immagine dello sport stesso. Lo sport ha la capacità per progettare gli impianti, per costruirli e per gestirli; abbiamo tantissime potenzialità che vanno sfruttate. La politica sportiva dovrebbe essere fatta da chi ha dimostrato di poter fare bene in questi anni nello sport. Il problema non è solo degli impianti, ma dei nostri figli che hanno il diritto di giocare”.